Ho riso di tutto e ho vissuto per sport. Ed ora che ho conosciuto cosa era la mia sicurezza ed ho preoccupato il futuro, che cosa mi resta se non il riso maligno, e il dolore bruto per la brutalità irriducibile della forza che mi tiene in vita? peggiore questo dolore che tutto il dolore che ho provato quando vedevo per la prima volta. Solo una reazione avrei potuto avere – così pensavo nella mia speranza, solo una reazione mi resta ora: d’andarmene, di distruggere questo corpo che vuol vivere.

Carlo Michelstaedter a Enrico Mreule, il socratico Rico del Dialogo della salute, in una lettera del 2 settembre 1909.

Michelstaedter se ne va un anno dopo, il 17 ottobre 1910, subito dopo aver terminato la sua tesi di laurea, La persuasione e la rettorica, sparandosi un colpo di pistola alla tempia.

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