Dostoevskij nel celebre ritratto fotografico di Panov del 1880

Sofferenza

L’idea del romanzo è la concezione ortodossa: in cosa consiste l’ortodossia? Non c’è felicità nel confort, la felicità si acquista con la sofferenza. L’uomo non nasce per la felicità. L’uomo si guadagna la sua felicità, e sempre con la sofferenza.

Dostoevskij in uno dei primi appunti su Delitto e castigo.

È una rivelazione, questo appunto. In esso è racchiuso lo spirito di Dostoevskij, scrittore tragico, dionisiaco, epperò mai cupo, mai disperato. Rappresenta le tenebre dell’uomo, con un’efficacia ineguagliabile, Dostoevskij, ma alle tenebre non si arrende mai. In ogni sua opera risplende una luce che indica la via d’uscita dalle tenebre.

All’idea posta alla base di Delitto e castigo Dostoevskij resterà fedele per tutta la vita, e la riproporrà letteralmente nei Fratelli Karamazov, facendone il testamento di Zosima, dunque, in un certo senso, il suo, di testamento:

Conoscerai un grande dolore e nel tuo dolore sarai felice. Eccoti il mio testamento: nel dolore cerca la felicità.