Della rinomata neutralità svizzera non vi è traccia tra le fortezze di Bellinzona, città nata per con la spada in mano: Montebello, Castelgrande e Sasso Corbaro costituiscono i virtuali bastioni di quella che era una vera e proprio muraglia, una diga nella valle che resse fino al medioevo. In quegli anni di lotte per il vallo di confine, venne realizzato un piccolo capolavoro di satira e sagacia, ancora oggi sorprendente: il soffitto ligneo della Cervia di Bellinzona.

In quello che era chiamato l’Albergo della Cervia – noto anche come Palazzo Ghiringhelli – venne realizzato tra il 1470 e il 1480 un piccolo capolavoro decorativo: il soffitto del salone principale venne adornando da una serie di originalissimi dipinti.
Realizzato in occasione probabilmente di un matrimonio tra le famiglie Ghiringhelli e Muggiasca, entrambe di provenienza lombarda, il soffitto ligneo venne salvato dallo sventramento del centro storico avvenuto nel 1970, ed in seguito catalogato minuziosamente per non perderne la gerarchia installativa. Sopravvissuto al palazzo che lo ospitava, oggi è parzialmente esposto nel museo di Castelgrande.

Mondo alla rovescia. Inseguimento erotico con rovesciamento dei ruoli consueti.

Il motivo per cui parliamo di questo semi-sconosciuto soffitto è semplice, la sua straordinaria originalità espressiva: racchiuso nel salone d’onore, è nelle campate più intime, riflessive, quelle vicine al camino, che si completa il tema de “Il mondo alla rovescia”, il nostro preferito.

Questo il denominatore comune delle dodici tavole che hanno per soggetto l’inversione di canoni tipici della realtà, in un esperimento che risulta essere quanto meno avanguardista rispetto all’epoca in cui venne realizzato.

Questo topos narrativo non è sicuramente nuovo nel mondo letterario, al quale l’autore dei disegni fa sicuramente riferimento. Una prova deriva proprio dall’utilizzo della volpe Renart – italianizzata in Rainaldo – personaggio leggendario protagonista della raccolta di racconti “Roman de Renart” e sicuramente noto al pubblico medioevale. Una delle tavole presenti oggi al museo di Bellinzona riprende infatti uno dei racconti che mettono in evidenza la credulità dei fedeli dinanzi ad un predicatore scaltro impersonato dalla volpe Renart.

Mondo alla rovescia. Scena di predicazione; Renart (Rainaldo) travestito da francescano predica alle oche, raffigurate con il contapreghiere nel becco. Parodia della credulità dei fedeli e satira dell’ipocrisia religiosa.

Ma oltre alla volpe che indottrina le sue fedeli oche, il ciclo è arricchito di altri spunti, religiosi e non.
Nella tavola 34 ad esempio – Scena di predicazione; i fedeli volgono le spalle al predicatore – chi ascolta il monaco sembra essere tutt’altro che asservito, anzi: tutti i fedeli volgono le spalle al prete, alcuni indossando persino una sorta di turbante che copre occhi e orecchie.
Anche nella tavola successiva – Inversione dei ruoli tra uomo e animale: l’asino dirige il mugnaio – è possibile assistere ad un asino in versione “domatore” che indirizza con un bastono il povero contadino. Scena simile è anche quella dove l’asino, che cammina eretto sulle zampe posteriori, ha legato al giogo il contadino costringendolo a trainare un carro.

Infine a coronamento di questo ciclo dedito all’anti-modello, ecco i due sposini ritratti mentre condividono una sega, chi da un lato e chi dall’altro. L’ironia di questa scenetta era dovuta dal fatto che tra le due tavole nella disposizione originaria c’era una trave in legno: all’interno del ciclo infatti, i due sposini per celebrare le nozze partono dal distruggere la loro abitazione per porre delle solide basi di un longevo matrimonio.

In definitiva è interessante osservare come questo tema, legato al mondo medioevale – specialmente francese – ha avuto delle rifrazioni su mondi altri a quelli della letteratura, attecchendo nei ceti sociali più svariati grazie al giusto equilibrio tra popolare e colto.

Fonti:
– Vera Segre, Il soffitto della Cervia di Bellinzona: interpretazione inconografica, 2016
– Verio Dante Pini, “Mundus inversus”: il mondo alla rovescia quale tema iconografico in una dimora quattrocentesca, 1987

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