Conclusione

In conclusione del romanzo, per mano di Nikolaj Semënovič, l’ex precettore di Arkadij [1], Dostoevskij fornisce un’indicazione importante, e per certi versi sorprendente, sul proprio modo di intendere e fare letteratura, ponendo al centro, sempre, l’attualità:

«Ma che cosa ha comunque da fare lo scrittore che non desidera scrivere nel solo genere storico e che soffra fortemente il suo tempo? Indovinare e… sbagliare» [2].

Contrariamente ad un Lev Tolstoj, tanto per citare il caso più celebre, e mi riferisco naturalmente a Guerra e pace, Dostoevskij alla storia antepone sempre l’attualità, la contemporaneità; raccontarla e interpretarla, svelandone anche i lati più oscuri e drammatici, è per lui una vera e propria missione. Dostoevskij soffre la propria epoca, affonda le radici in profondità in essa, affrontandola faccia a faccia, senza mai voltarsi dall’altra parte. Questo gli permette di imporsi come uno dei maggiori narratori e interpreti del proprio tempo, e di ogni tempo, perché al centro dell’interesse filosofico-letterario di Dostoevskij sta sempre l’uomo, sospeso tra Cristo e il sottosuolo [3], e l’uomo non cambia, mai, resta sempre quella creatura straordinaria e al tempo stesso terribile, perfettamente equidistante dalla beatitudine e dalla dannazione, ad un solo passo dall’una e dall’altra.

È raro trovare in un romanzo di Dostoevskij indicazioni di poetica di questo tipo. Questo dato rivela tutta la consapevolezza dello scrittore del peso e dell’incidenza attuali dell’Adolescente, con il pensiero che va immediatamente al tema della famiglia casuale, tema straordinariamente contemporaneo, e il cui risultato è sempre lo stesso: le sofferenze dei figli, vittime innocenti degli irresponsabili capricci dei genitori. Procreare è l’atto umano che richiede maggiore coscienza, più di ogni altro, e Dostoevskij lo sottolinea con forza in questo romanzo. Per quanto mi riguarda, ho sempre fatto mio l’aforisma di Cioran: «Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre» [4].

NOTE

[1] Ricapitolo di seguito lo studio Personaggi e temi dell’«Adolescente» di Dostoevskij:

Introduzione
Capitolo primo. La famiglia casuale
Capitolo secondo. L’idea di Arkadij
Capitolo terzo. Versilov, l’«uomo libresco»
Capitolo quarto. Sof’ja e Makar ovvero la Russia
Capitolo quinto. Kraft e Olja ovvero l’epidemia dei suicidi

[2] Fëdor Dostoevskij, L’adolescente, introduzione di Eridano Bazzarelli, Rizzoli, Milano 2011, p. 758.

[3] Per un approfondimento sul pensiero dello scrittore russo rimando all’articolo Fëdor Dostoevskij, il pensiero: l’uomo tra Cristo e il sottosuolo.

[4] Emil Cioran, L’inconveniente di essere nati, traduzione di Luigia Zilli, Adelphi, Milano 1991.

A proposito dell'autore

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi "Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist", pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi "Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter". Sul blog bazzecole.altervista.org i maldestri tentativi di scrittura creativa.

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