Modigliani. Se provate a ripeterlo ad alta voce fa un altro effetto, ve l’assicuro. Non sareste i soli d’altronde, ultimamente sono in molti a chiamarlo, nominarlo, passarlo sulle labbra e sputarlo fuori dai denti, rendendo l’uomo normale quale era, una specie di supereroe che nulla ha a che vedere con la realtà di quello che fu. Modigliani sembra essere diventato un passaparola, la vittima più illustre di stalking mediatico postumo.

Comunque, dopo le varie burle e i falsi, per una volta se ne parla senza quei connotati farseschi, che forse lo avrebbero anche divertito: si tratta infatti del volto misterioso apparso a seguito di una scansione a raggi x effettuata dalla Tate Gallery di Londra in occasione della più grande retrospettiva dedicata all’autore livornese realizzata in Regno Unito.

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A sorprendere in realtà è il fantasma legato all’identità della donna ritratta precedentemente al “Portrait of a girl”. Il quadro infatti, realizzato nel 1917, nasconde un volto che per molti ritrarrebbe la sua ex amante Beatrice Hastings. Con la scrittrice britannica il pittore ebbe una relazione turbolenta, terminata nel 1916 a seguito di liti furibonde che divertivano i passanti, culminate spesso in atteggiamenti violenti da entrambe le parti.

Già dalla primavera del 1917 invece, Modigliani aveva conosciuto la donna che lo avrebbe accompagnato fino ai suoi ultimi giorni, Jeanne Hébuterne.

Ma a parte l’aspetto sentimentale, il frutto della ricerca dimostra ancora una volta la povertà di questi autori, spesso impossibilitati a comprare persino le tele per le loro opere e per questo costretti ad utilizzare pezzi di cartone, tavole di legno o quello che gli capitava sotto mano.

Anche Picasso, ben più ricco di Modigliani in quegli anni, spesso riutilizzava vecchie tele già dipinte da lui o da altri per risparmiare sui materiali.

Non dobbiamo sorprenderci, la vita li metteva di fronte a scelte brutali, come quando alla Ruche utilizzarono le tele di Chagall per rattoppare una falla nel tetto. L’alternativa era dormire all’aperto. Ma come biasimarli?

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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