“Mr. Turner”, il romantico grugnisce

Presentato al Festival del cinema di Cannes nel 2014 e uscito nelle sale inglesi già il 31 ottobre dello stesso anno, è arrivato il 29 gennaio del 2015 in Italia il film di Mike Leigh dedicato al geniale pittore romantico William Turner.

“Mr. Turner” non si può definire un documentario e non si può definire una biografia completa, piuttosto è un film oscuro, non nei toni ma nel modo di presentare il pittore: le scene infatti corrono lungo gli ultimi trent’anni di vita dell’artista inglese, come in un flusso di coscienza ma senza le implicazioni personali. L’atteggiamento che si ha infatti è quello sentirsi nei panni di un osservatore silenzioso, senza voci narranti, senza didascalie temporali, senza pensieri e considerazioni: l’unico filo conduttore è il susseguirsi delle brevi e a volte poco influenti vicende della sua vita. Quello che può sembrare è una raccolta di ricordi, un diario privato oggettivo, senza pensieri.

Turner, interpretato da Timothy Spall, vive di una velata intimità che si percepisce dalle scene casalinghe in cui il pittore non ha rapporti con nessun altro al di fuori del padre e una domestica. Nelle rare e brevi sortite al di fuori della sua dimora non risulta particolarmente socievole, nonostante non mancasse di scambiare poche parole con qualche eletto. Un atteggiamento forse eccessivo quello rappresentato nel film, che lo fa apparire come un uomo scontroso e burbero a tal punto da emettere grugniti in continuazione,  rendendolo forse eccessivamente bestiale, come nel ruolo dell’amante frugale e distratto.

E poi ci sono i suoi colori, perché è doveroso notare uno studio accurato per quanto riguarda la fotografia (opera di Dick Pope, che per altro gli è valsa una delle quattro candidature all’Oscar per il film), caratteristica imprescindibile per quanto concerne un film su Turner, condito da una selezione di paesaggi a dir poco mozzafiato. Dalle sue amate marine, alle nuove affascinanti scoperte scientifiche (il pittore in una scena rimane colpito dal passaggio di una sferragliante locomotiva fumosa e pesante), non mancano molte delle sue ispirazioni più comuni, come ad esempio l’episodio legato al dipinto “La valorosa Téméraire”, in cui la nave reduce dalla battaglia di Trafalgar viene guidata verso la demolizione in un doppio tramonto.

Ma tecnicismi a parte, il ritratto finale, il sunto, risulta enigmatico: molte questione vengono lasciate in sospeso, alcune non vengono spiegate doverosamente. Vogliamo chiamarlo eccesso di realismo? Forse, ma trattandosi di un film ci saremmo senza dubbio aspettati qualche risposta in più. Il taciturno Mr.Turner è un film comunque singolarmente rappresentato, non da scartare del tutto perché qualcosa di buono si vede, ma senza dubbio meritava una fine migliore della valorosa Téméraire.