Giuseppe Ungaretti – 26 dicembre 1916

26 dicembre 1916. La guerra devasta l’Europa, ed il giovane Ungaretti, soldato volontario impegnato sul Carso, ha la fortuna di trascorrere un Natale “sereno”, fisicamente lontano da quei mattatoi benevolmente definiti trincee. Si trova infatti in licenza a Napoli, ospite nella residenza dell’amico Gherardo Marone. Il pensiero dell’orribile, sanguinoso conflitto in atto, vissuto terribilmente in prima persona, non lo abbandona, anzi, si fonde con la sua vocazione poetica straordinaria, ed il giorno di Santo Stefano produce versi eccezionali, immortali nella loro grandezza. Due poesie, Natale Dolina notturna contenute nella raccolta L’Allegria, la cui versione definitiva verrà pubblicata parecchi anni dopo, nel 1931.

In Natale emerge evidente tutta la stanchezza di un Ungaretti provato dalla guerra, la sua speranza di godere di un poco di riposo in realtà impossibile. In Dolina notturna, l’inarrestabile forza corrosiva del tempo scaturisce ed è aggravata dal doloroso ricordo bellico di una valle ottenebrata, nella quale si consuma tutto l’orrore della guerra.

Due composizioni di un valore letterario inestimabile, che riproponiamo quest’oggi con devozione ed ammirazione esattamente 97 anni dopo la loro creazione. Un animo poetico e magnifico ha donato a tutti noi bagliori della sua grandezza, e frammenti della sua sofferenza, che è nostro dovere custodire e rimembrare. Buona lettura.

NATALE
Napoli il 26 dicembre 1916

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

***

DOLINA NOTTURNA
Napoli il 26 dicembre 1916

Il volto
di stanotte
è secco
come una
pergamena

Questo nomade
adunco
morbido di neve
si lascia
come una foglia
accartocciata

L’interminabile
tempo
mi adopera
come un
fruscio.

Giuseppe Ungaretti, L’Allegria, 1931, in Ungaretti – Vita di un uomo – Tutte le poesie, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1969.