Quello che vorremmo proporvi con questa rubrica è un esperimento del tutto inedito, un po’ rischioso probabilmente, ma sicuramente dal forte impatto emotivo. E’ stato il sogno di tutti, o quasi, quello di dialogare con i propri eroi di gioventù, inventando dialoghi impossibili, entrando così in intimità con il personaggio stesso, anche se solo per gioco. Il nostro intento è dunque quello di far rivivere il mito delle “Interviste impossibili”, storico programma radiofonico della Rai degli anni ’70, sotto forma di missive, scritte però dagli stessi personaggi che in tono confidenziale racconteranno tutte le loro sensazioni, i loro stati d’animo e le preoccupazioni che caratterizzeranno un determinato periodo che staranno vivendo. Le prime uscite saranno dedicate a personalità artistiche che con un occhio critico ci racconteranno la loro storia.

Infine una nota sul titolo della rubrica. Denis Diderot è famoso per essere un filosofo e uno scrittore, ma è meno noto come precursore di una critica libera dagli schemi accademici; infatti teneva uno scambio epistolare con l’amico Grimm, in cui tirava le fila di tutto ciò che veniva presentato al Salon di Parigi, aggiornandolo così sugli ultimi avvenimenti artistici che smuovevano gli animi francesi. Successivamente questi suoi reportage vennero pubblicati sul “Correspondance littéraire”, una rivista destinata a pochi nobili francesi, tedeschi e russi che desideravano tenersi informati sulla vita artistica parigina.
E’ in questo ricordo che inauguriamo la nuova “Corrispondenza letteraria”, utilizzando un mezzo ormai passato come quello dell’epistola, per presentarvi degli artisti incredibilmente moderni.

L’appuntamento di oggi è dedicato a Paul Gauguin ed hai suoi fantastici viaggi. Nessuna visione romantica nelle sue lettere, bensì una sola consapevolezza, ovvero la ricerca del selvaggio e del “primitivo” per ispirare la sua nuova pittura che non poteva veder più una crescita nella civiltà occidentale marcia e decadente.

Paul Gauguin

Caro amico,
è da molti giorni ormai che il mio spirito soffre per le tristi notizie che continuano a sopraggiungermi. La morte della mia piccola Aline mi sta gettando nello sconforto più totale, la mia mente sta facendo viaggi pericolosi che non so dove potranno condurmi e di notte faccio degli strani incubi. Inoltre la gente sembra lasciarsi convincere dagli speculatori europei, che per nessuna ragione permetterò di contaminare le loro magiche tradizioni e il loro rapporto con la vita. Qui a Tahiti non sono ben visto dagli occidentali perché sto remando contro le loro scuole e le loro religioni: sai cosa c’è di peggio? Stanno facendo di tutto per screditare me e la mia pittura. La chiesa sta cercando di convertire con la promessa di un mondo migliore il povero popolo polinesiano, quando i loro idoli sono già sufficienti e la loro religione è parte della loro tradizione. Inoltre stanno cercando di portare i bambini in scuole gestite da occidentali, ma non capiscono che così facendo disperderanno le loro tradizioni e la loro cultura. Sto cercando di farlo recepire alla popolazione, di cui mi sento parte integrante, e per fortuna qualcosa si sta facendo, ma non è mai abbastanza e le autorità locali si lasciano corrompere troppo facilmente.
Come ti dicevo comunque sto passando un periodo terribile, le malattie mi tormentano e la vita si fa sempre più difficile, sono lontani i tempi in cui ci potevamo incontrare a Parigi, con i nostri amici, tanti dei quali non ci sono più purtroppo. Quando ho saputo di Vincent poi è stato un duro colpo, anche se nell’ultimo periodo avevamo avuto lunghi litigi, ma devo ammettere che ci siamo influenzati a vicenda anche se le nostre idee divergevano su due binari opposti.
Nell’ultimo periodo mi sono lasciato andare a domande esistenziali ed ho realizzato uno dei miei quadri più belli. Ho deciso di non spedirlo in Europa però, poiché sono sicuro che nessuno riuscirebbe ad apprezzarlo, anche se a te cercherò di spiegarlo così come l’ho immaginato. “Dove andiamo? Accanto alla morte di una vecchia. Un uccello strano stupido conclude. Che siamo? Esistenza giornaliera. L’uomo d’istinto si chiede che significa tutto ciò. Da dove veniamo? Fonte. Bambino. La vita comune. L’uccello conclude il poema in comparazione dell’essere inferiore di fronte all’essere intelligente in questo grande tutto che è il problema annunciato dal titolo. Dietro a un albero due figure sinistre, avvolte in vesti di colore triste, pongono accanto all’albero della scienza la loro nota di dolore causata da questa scienza stessa in confronto con gli esseri semplici in una natura vergine che potrebbe essere un paradiso di concezione umana, abbandonatasi alla gioia di vivere”*
Nei prossimi tempi penso che cercherò di spostarmi in qualche altra isola, dato che qui non riesco più a trovare la pace che avevo quando vi arrivai, inoltre qualche cambiamento potrebbe influire positivamente anche sul mio umore che non accenna a migliorare. Ma la mia pittura, quella si che migliora. Spero avrai occasione di vedere qualche mia opera a Parigi, ne sto mandando qualcuna ogni tanto con la speranza di racimolare qualche soldo. I colori stanno trovando un’armonia incredibile ed è di questo che sono felice, nell’arte sto trovando la mia unica strada, e questo lo devo solo alla bellezza di questi luoghi ancora vergini.
Ti saluto caro amico, non so se troverò ancora il tempo di scriverti in futuro, ma sappi che ti porto sempre nel mio cuore in ogni spostamento.
Con affetto,

 

Paul Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, 1897

Link alle altre uscite:

“Correspondance littéraire” – Jacques-Louis David
“Correspondance littéraire” – Théodore Géricault
“Correspondance littéraire” – Gustave Courbet
“Correspondance littéraire” – Pierre-Auguste Renoir
“Correspondance littéraire” – Claude Monet
“Correspondance littéraire” – Paul Gauguin
“Correspondance littéraire” – Vincent van Gogh
“Correspondance littéraire” – Ernst Ludwig Kirchner

 

*Frase originale di Paul Gauguin estrapolata da una lettera all’amico Charles Morice

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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