Come asserì Balla all’inizio dell’avventura futurista «data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno.» Vero, tant’è che l’avvento del nuovo strumento cambiò il mondo dell’arte radicalmente, tanto da sconvolgerne i suoi canoni. Ma come si raggiunse la consapevolezza che questo nuovo mezzo potesse essere qualcosa di più di una semplice trasposizione della realtà? Ovviamente questo passaggio è meno immediato e soprattutto troppo lungo per essere sviscerato in un solo articolo, ma quello che vorremmo fare è raccontarvi chi ha lottato perché questo accadesse, chi ha notato che grazie alla macchina fotografica qualcosa di diverso poteva essere impresso oltre ad una semplice immagine. È dunque con una frase di Henri Cartier-Bresson che vi invitiamo a scoprire insieme a noi alcuni dei maestri che hanno contribuito perchè questo accadesse: «le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.»
Questa settimana dedichiamo l’ormai consueto appuntamento con la grande Fotografia, al francese Robert Doisneau. La sua arte e i suoi scatti sono fortemente legati alla capitale francese, dove ha vissuto praticamente per tutta la vita, raccontandone i retroscena.
Robert Doisneau
Doisneau nacque nel 1912 nei sobborghi parigini. Insieme al connazionale Henri Cartier-Bresson può essere considerato un precursore del foto-giornalismo.
All’età di ventidue anni venne assunto dalla Renault come fotografo industriale. Ovviamente non era la sua massima aspirazione, tant’è che negli anni ’40 partecipò alla resistenza fotografandone gli avvenimenti cardine. Dal ’39 inoltre cominciò a lavorare per l’agenzia fotografica Rapho, alla quale rimarrà per i successivi cinquant’anni nonostante le avance della ben più famosa Magnum Photos e dell’amico Cartier-Bresson. Negli anni successivi Doisneau realizza gli scatti che lo renderanno famoso, come il noto “bacio”, uno degli scatti più abusati nella storia della pubblicità, e emblema di un amore romantico fuori da ogni tempo. Per anni si è cercato di risalire all’identità dei due protagonisti del bacio, ma solo nei primi anni ’90 si è scoperta, scatenando non poche polemiche. I due protagonisti, all’epoca del bacio, nel 1950, erano due giovani studenti di recitazione, che solo successivamente si sono fatti avanti per denunciare il fotografo. Secondo loro non aveva chiesto l’autorizzazione per scattare la famosa foto. Per Doisneau erano tutte sciocchezze dato che gli aveva esplicitamente chiesto alla coppia di mettersi in posa. La vicenda finì con una stampa originale autografata ritrovata dalla giovane protagonista, che il fotografo le aveva mandato appena venduto il servizio. La foto in questione è stata venduta qualche anno fa per la cifra di 150 mila euro.

Tra gli scatti più famosi che ci ha lasciato alla sua morte nel 1994, oltre al famosissimo bacio, ci sono delle fantastiche raccolte sui temi più vari. Particolarmente degne di nota sono le foto sul tema dei bambini, oltre a tutte le fotografie scattate a Parigi, dai bistrot ai clochard, un punto di vista distorto o forse è meglio dire da sognatore.

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che avrei speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.”
– Robert Doisneau

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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