In questo episodio incontreremo Renoir, scanzonato e sagace cantore della “Belle Epoque”, il quale ci racconterà con le sue parole pungenti e dissacranti i primi difficili episodi legati alla nascita dell’Impressionismo e le avventure lungo la Senna con il suo caro amico Claude Monet. Lasciamoci dunque trasportare dalle divagazioni in questa straordinaria corrispondenza epistolare, che ci farà attraversare il Moulin de la Galette come in un viaggio onirico.

Pierre-Auguste Renoir

Caro Amico,
appena ho ricevuto la tua ultima lettera non ho saputo porre freno all’entusiasmo per la prossima venuta. Ti aspetto ansioso e pronto a buttarmi in tua compagnia nella caotica vita parigina, sicuro che una volta qui non riuscirai più a tornartene a casa.
In merito alla mia grande passione, la pittura, bhè non posso certo dire che mi stia andando bene, ma perlomeno sto lavorando molto per conto mio. Giro, osservo, studio e dipingo tutto ciò che mi colpisce. Mi sembrano così lontani i tempi in cui passeggiavamo per il lungo Senna con il mio caro amico Claude Monet, decisi a mettere a soqquadro il mondo accademico della pittura, eppure sono passati solo pochi anni. Direi che ce la stiamo facendo, qualcosa è cambiato, abbiamo per lo meno dato una speranza ai giovani pittori contemporanei che, a quanto pare, ci stanno incredibilmente seguendo nella lunga strada per il cambiamento.
Quello che volevamo far apprendere ai critici è che non servono molti tratti per far capire di cosa si sta parlando ed è da stupidi rimanere chiusi nei propri studi a dipingere ancora e ancora i soliti temi mitologici e immaginati, quando fuori sta passando la storia! Insomma anche un cieco se ne accorgerebbe che Parigi è un fermento di idee, e la città sta mutando insieme ai suoi abitanti: la fotografia è un invenzione incredibile che non permette più di dipingere allo stesso modo, poiché il rischio è di essere soppiantati dallo strumento tecnico. Perché continuare ad ostinarsi a chiudersi in questi inutili concetti, basta con questo becero accademismo. Ed è per questo che siamo usciti fuori, per strada, con i nostri cavalletti e i colori, armati soltanto dei pennelli e siamo diventati noi stessi il cambiamento, stiamo facendo la rivoluzione e ne siamo consapevoli. E poi, che enorme piacere nel girare per le campagne alla ricerca di scorci pittoreschi o naturali da rappresentare, è come uscire dal quadro, che poi è ciò che stiamo cercando di fare, abolendo prospettive, schemi e disegni preliminari.
E così in previsione della tua venuta ti annuncio che non potremo fare a meno di visitare il più incredibile e magico dei locali parigini, il Moulin de la Galette. Proprio pochi giorni fa mi ci sono recato l’ultima volta, deciso a dipingere un quadro che rappresentasse questa nuova società divertente e festosa. Non è vero che bisogna dipingere soggetti tediosi per essere presi sul serio, anzi! Non è questo che mi piace fare, sai bene che “per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella, sì, bella. Ci sono già abbastanza cose noiose nella vita senza che ci si metta a fabbricarne altre. So bene che è difficile far ammettere che un dipinto possa appartenere alla grandissima pittura pur rimanendo allegro. La gente che ride non viene mai presa sul serio.” ¹
E poi Montmartre, il quartiere dove passo la maggior parte del mio tempo a Parigi, è un luogo incredibile. Qui la vita sembra scorrere più velocemente, le donne ti sorridono invitandoti a ballare con loro, e non riesci a fare a meno di guardarle e ridere, girare e corrergli dietro come in un gioco continuo. Montmartre è un parco giochi per adulti, e il Moulin de la Galette ne è l’attrazione principale.
E’ il momento di scappare per me, la vita mi chiama e non posso perdere tempo in casa, devo uscire a dipingere fin tanto che c’è luce. Appena arriverai a Parigi corri da me, e se non sarò in casa sai dove trovarmi.

Con premuroso affetto,

 

Pierre-Auguste Renoir, Ballo al Moulin de la Galette, 1876

Link alle altre uscite:

“Correspondance littéraire” – Jacques-Louis David
“Correspondance littéraire” – Théodore Géricault
“Correspondance littéraire” – Gustave Courbet
“Correspondance littéraire” – Pierre-Auguste Renoir
“Correspondance littéraire” – Claude Monet
“Correspondance littéraire” – Paul Gauguin
“Correspondance littéraire” – Vincent van Gogh
“Correspondance littéraire” – Ernst Ludwig Kirchner

¹ Cit. originale di Pierre-Auguste Renoir

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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