Questa settimana abbiamo avviato la nostra relazione epistolare con Gustave Courbet, il padre del realismo e colui che ha fatto dell’oggetto comune un’opera d’arte e, se vogliamo esagerare, ha avviato il processo di democratizzazione nell’arte restituendola al popolo. Dunque vi invitiamo a leggere cosa ci scrive il maestro di Ornans in merito alla sua carriera e le sue scelte, in un ipotetico passaggio cruciale della sua vita dopo aver superato i cinquant’anni.

Gustave Courbet

Amico mio,
non sono cambiato dall’ultima volta in cui ci siamo incontrati, anzi se possibile sono ancora di più convinto delle mie idee, felice così di far arrabbiare più di qualcuno. Sai bene che non ho mai avuto un grande appoggio dalla critica per via della mia irrefrenabile voglia di dire le cose come stanno, di rappresentare solo ed esclusivamente quello che vedo, ma spesso la verità non è rispettata.
Ora però guardandomi indietro non posso dire di essere stato una persona semplice e affabile, e sono sicuro che le prossime generazioni di pittori capiranno l’importanza di quello che sto realizzando, l’importanza di quello che penso debba essere la pittura. Spesso mi hanno accusato di eccessiva superbia, ma la mia, caro amico, sai bene che non lo è. Non riescono a capire che l’accademismo per me è una morte lenta che non porta più da nessuna parte, io invece ho scelto la vita dell’oggetto reale! Ho scelto l’umiltà degli spaccapietre e l’ho riportata così com’era, perché la bellezza della pittura non è nella perfezione del suo drappeggio o nell’eroicità del gesto che sta compiendo il protagonista, ma nella verità della sua azione. La pittura è d’altronde un’esercizio concreto e come tale non può aggrapparsi a qualcosa che non esiste, e così l’espressione che può trasparire dai miei dipinti non viene da una mia costruzione, bensì da un determinato momento avvenuto nel “reale”.
Non credo di avere esagerato, anche se molti mi hanno criticato per alcune opere giudicate scandalose, nemmeno quando dipinsi il funerale ad Ornans: ho ritratto solo ciò che ho visto, e nessuno pensava al povero defunto in quel momento, c’era più politica intorno a quella sepoltura che in un’aula di uffici comunali, c’era più ipocrisia che nelle lacrime di un nobile, c’era più povertà d’animo che in un obitorio. Se poi a qualcuno da fastidio ciò che vedo non deve prendersela con me, o con la mia opera, poiché ciò che ritraggo è l’universo dell’umanità in un alcuni gesti.
Inoltre aggiungo che in questi ultimi anni sono diventato ancora più indisponente e spregiudicato, sarà per l’avanzare dell’età o che starò impazzendo, ma quando mi è venuto in mente il soggetto per la mia ultima opera non ho avuto ripensamenti, poiché ero consapevole di realizzare il capolavoro della mia carriera. “L’Origine del mondo” l’ho chiamato, ed è ciò di più vero sia stato detto nell’arte di questi ultimi tempi, e l’unica cosa che ho capito di questa buia vita. E così ho deciso di contrapporre ad un nudo finto, idealizzato e privo di ogni vita proposto dai professoroni accademici, una femminilità vera e spregiudicata, forte se vuoi, ma così com’è nella realtà.
E così caro amico come già ben sai, ho deciso di schierarmi dalla parte del popolo, decidendo di rivolgermi a loro perché è così che vorrei essere ricordato. Ho fatto della libertà la mia battaglia personale, difendendola strenuamente senza mai abbandonarla. Ora che ho poco più di “cinquant’anni ed ho sempre vissuto libero lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.”¹

 

Gustave Courbet, L’origine del mondo, 1866

Link alle altre uscite:

“Correspondance littéraire” – Jacques-Louis David
“Correspondance littéraire” – Théodore Géricault
“Correspondance littéraire” – Gustave Courbet
“Correspondance littéraire” – Pierre-Auguste Renoir
“Correspondance littéraire” – Claude Monet
“Correspondance littéraire” – Paul Gauguin
“Correspondance littéraire” – Vincent van Gogh
“Correspondance littéraire” – Ernst Ludwig Kirchner

¹Courbet, Gustave: Letters of Gustave Courbet, 1992, University of Chicago Press

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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