Come asserì Balla all’inizio dell’avventura futurista “data l’esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno.” Vero, tant’è che l’avvento del nuovo strumento cambiò il mondo dell’arte radicalmente, tanto da sconvolgerne i suoi canoni. Ma come si raggiunse la consapevolezza che questo nuovo mezzo potesse essere qualcosa di più di una semplice trasposizione della realtà? Ovviamente questo passaggio è meno immediato e soprattutto troppo lungo per essere sviscerato in un solo articolo, ma quello che vorremmo fare è raccontarvi chi ha lottato perché questo accadesse, chi ha notato che grazie alla macchina fotografica qualcosa di diverso poteva essere impresso oltre ad una semplice immagine. E’ dunque con una frase di Henri Cartier-Bresson che vi invitiamo a scoprire insieme a noi alcuni dei maestri che hanno contribuito affinché questo accadesse: “le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.”

Alfred Stieglitz

Alfred Stieglitz fu un fotografo statunitense di origini ebraiche, nacque il 1 Gennaio 1864 a Hoboken, vicino New York, mentre gli Stati Uniti erano sconvolti dalla guerra civile. Proveniente da una famiglia benestante, quando ha appena 7 anni si trasferisce con la famiglia a New York in una casa adiacente a Central Park. Successivamente il padre decide di vendere la sua attività e trasferirsi in Germania dove il giovane Stieglitz ha il primo contatto con la fotografia. Si iscrive all’Università di Ingegneria Meccanica a Berlino e così comincia a girare l’Europa. Nel 1890 decide di rientrare a New York per Photochrome Engraving Company, una stamperia di fotoincisione, e stampa il giornale American Amateur Photographer. Successivamente fonda altre riviste tra cui il Camera Notes, organo della Camera Club di New York, dove parla per la prima volta nel 1899. E’ un momento importante della sua vita perchè questa esperienza gli permetterà di formare un gruppo di Foto Secessionisti e aprire le prime gallerie dove far esporre, oltre che a se stesso, un gruppo di fotografi influenzati fortemente da un sentimento artistico nei confronti della foto. Nel 1903 fonda e dirige Camera Works a seguito della mostra “Photo-Secession” che si presenta come un seguito ideologico e indipendente del precedente Camera Notes. La rivista si ripromette di dare visibilità a fotografi e artisti interessati all’arte della fotografia, riuscendo a trovare consensi e pubblicazioni anche da parte di personaggi di spicco di altre categorie come Henri Matisse e Auguste Rodin. In merito alla rottura con i canoni dell’epoca Stieglitz afferma nel primo numero di  Camera Notes: “Sembrano maturi i tempi per la pubblicazione di una rivista Americana indipendente dedicata alla fotografia, e, in senso ampio, interessata alla fotografia pittorica. Camera Work fa la propria apparizione come logica conseguenza dell’evoluzione dell’arte fotografica”.

Nel 1917 è costretto a chiudere la rivista per problemi legati alla reperibilità dei materiali durante la guerra ma non si arrende e rispettivamente nel 1925 e 1929 apre la Intimate GalleryAn American Place; in questi spazi ospiterà qualsiasi forma d’arte, dalla pittorica alla scultorea, e ovviamente anche la fotografia fino alla sua morte nel 1946. In conclusione Alfred Stieglitz è stato un personaggio fondamentale per la fotografia americana e per l’arte mondiale, grazie al suo operato ha contribuito oltre che alla divulgazione anche alla conoscenza delle nuove correnti avanguardiste fotografiche e non.

Continuerà sempre la ricerca fotografica, anche oltrepassando, a partire dal 1907, il pittorialismo che lo ha contraddistinto nella sua carriera fotografica. Meritano particolare attenzione le sue raccolte, ad esempio, “The Steerage” (il ponte di terza classe) del 1907 e l’incredibile e avanguardista serie “Equivalents” (scatti ritraenti delle nuvole, rappresentate come ‘equivalenti’ appunto degli stati d’animo) alcuni anni più tardi.

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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