Oggi ricorre la celebrazione di Santa Rita da Cascia, Santissima patrona delle cause impossibili e disperate.
Qualora volessimo inquadrare anche per un solo istante la categoria dell’Impossibile con i penetranti, serrati occhi della Storia dell’Arte, non potremmo che far riferimento a Yves Klein e alla sua opera, che è tutta votata, in un certo senso, proprio alla circoscrizione dell’Impossibile, del Vuoto, dell’Immateriale. Votata al loro riconoscimento e al loro attivamento nella sfera del visibile quotidiano, tramite talvolta piccoli gesti di cortocircuito logico, concettuale.

Impossibile, Vuoto, Immateriale. Blue, Oro, Rosa.
Questi gli elementi fisici e teorici che costituiscono quindi molte  delle opere di Klein, e che reggono l’esistenza stessa dei suoi Ex-voto per la Santa di Cascia, luogo di pellegrinaggio dove l’artista francese si è recato in più occasioni dal 1958 al 1961. Ex-voto che è esso stesso opera, ma dedicata al funzionamento delle altre opere dell’artista, di quelle create, di quelle svanite, di quelle che ancora avrebbero dovuto affiorare nel mondo del Reale e del Contingente.

L’Ex-voto del 1961 ci dice in realtà molto più delle ricerche concettuali che in quegli anni stavano dominando gli ambienti artistici europei e statunitensi di quello che potrebbe sembrare. Nonostante poi la sua origine possa trovarsi in una sfera assai più intima, riverbero proprio del Klein-Uomo che però può, vuole esprimersi tramite quello che per lui è Il Linguaggio, forse l’unico possibile.
L’oggetto-amuleto in plexiglas, con tutto ciò che la tradizione millenaria comporta, l’emblematizzazione di pochi elementi che nel loro essere Particolare funzionano per il Tutto e lo rappresentano: il pigmento rosa per la Rosa che, cara alla Santa, nel giorno della ricorrenza viene benedetta e alle sue effigi offerta in petali. Il Blue, proprio quell’International Klein Blue creato dall’artista per rappresentare lo stadio pre-concettuale e oltre-materico, il culmine dell’astrazione in Natura, a rappresentare l’ambiente dell’Infinito. L’Oro è il Sacro, come nella migliore tradizione post-medievale che ad esso ha attribuito il ruolo di sfondo, togliendo le figure di Madonne e Santi alla Storia dei tempi mondani per consegnarle al Tempo dei Tempi.

 

Yves Klein, Ex-voto a Santa Rita da Cascia, 1961.

Di seguito, invece, la trascrizione di quanto scritto da Klein nei suoi Ex-voto lasciati a Cascia: una testimonianza rara e importante del rapporto che lega l’Artista alla sua Opera, alla speranza di essa, alla Missione della costruzione di una Bellezza nuova dove il Visibile e l’Immateriale sono indissolubilmente legati l’uno all’altro.

 

Il BLU, l’ORO, il ROSA, l’IMMATERIALE, il VUOTO, l’architettura dell’aria, l’urbanistica dell’aria, la climatizzazione di grandi spazi geografici per un ritorno a una vita umana nella natura allo stato Edenico della leggenda. I tre lingotti d’oro fino sono il prodotto della vendita delle prime quattro ZONE DI SENSIBILITA’ PITTORICA IMMATERIALE.

Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre in nome del Figlio Gesù Cristo e in nome dello Spirito Santo e della Santa Vergine Maria, la grazia di animare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra continuamente e regolarmente sempre nuove cose nell’arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sono degno di essere un utensile per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia Bello. Così sia.

Il teatro del Vuoto – tutte le variazioni particolari ai margini della mia opera – le Cosmogonie – il mio cielo Blu – tutte le mie teorie in
generale. Che i miei nemici diventino miei amici e, se ciò è impossibile, che tutto ciò che essi potrebbero tentare di fare contro di me non vada mai a compimento e che io non ne sia mai colpito. Rendi me ed ogni mia opera completamente invulnerabili. Così sia.

Sotto la protezione terrestre di Santa Rita da Cascia: la sensibilità pittorica, i monocromi, gli IKB, le sculture-spugna, l’immateriale, le impronte antropometriche statiche, positive, negative e in movimento, i sudari. Le Fontane di Fuoco, d’acqua e di Fuoco, l’architettura dell’aria, l’urbanistica dell’aria, la climatizzazione degli spazi geografici trasformati così in Eden permanenti ritrovati alla superficie del nostro globo, il Vuoto.

Che tutte le mie opere di Gelsenkirchen siano sempre più belle e che sempre più siano riconosciute come tali, e il più presto possibile. Che le Fontane di Fuoco e muri di Fuoco possano essere da me eseguiti sulla piazza dell’Opera a Gelsenkirchen al più presto.
Che la mia mostra di Krefled sia il più gran successo del secolo e che tutti lo riconoscano.

A Dio Padre Onnipotente, in nome del Figlio Gesù Cristo, in nome dello Spirito Santo e della Santa Vergine Maria. Per mezzo di Santa Rita da Cascia, sotto la sua cura e protezione, con tutta la mia infinita riconoscenza. Grazie. Y.K.

Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte e proteggi tutto ciò che ho creato affinché, nonostante me, sia tutto, sempre, di Grande Bellezza. Y. K.

 

Articolo a cura di Marco Zindato.
Fonti per la trascrizione testuale degli ex-voto: nouveaurealisme.weebly.com

A proposito dell'autore

Storico dell'Arte

Marco Zindato nasce l'8 febbraio del 1989 ad Anzio, dove porta avanti l'abitudine di vivere osservando il mare. Dopo un periodo di prigionia politica nel Liceo Classico, si rende conto che la vita sarebbe troppo lunga per studiare Giurisprudenza e troppo breve per non studiare Storia dell'Arte. Si laurea quindi nel 2017 presso La Sapienza, dove tutt'ora prosegue gli studi di Arte Contemporanea.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: