Ieri abbiamo confessato tramite social di avere un segreto, ora è già il momento di svelarlo.

Non ci giriamo intorno, andiamo al punto: saremo ospiti del prossimo festival goriziano èStoria che si terrà dal 14 al 20 maggio 2018.

Il tema dell’anno, come avrete capito, sono le migrazioni viste con gli occhi della storia. E la storia, quella di Yiptah Schamash e degli artisti che arrivarono a piedi scalzi a Parigi, è quella che andremo a raccontare in quella terra di confine che è Gorizia.

Tra le varie categorie presenti al festival, noi siamo stati inseriti ne “La Storia in Testa”, dedicata alle novità editoriali di rilievo e agli anniversari storici di particolare interesse.

Di seguito le dichiarazioni di Adriano Ossola, ideatore e curatore di èStoria:

«La tendenza alla mobilità è connaturata nell’indole umana. Dalle migrazioni preistoriche a quelle dell’èra della globalizzazione l’uomo si è spostato da un continente all’altro alla ricerca di migliori condizioni di vita. L’Eldorado!
Condizioni climatiche avverse, carenza di lavoro, carestie o epidemie, squilibri demografici e guerre hanno determinato nel tempo un incessante flusso di spostamenti di piccole o grandi dimensioni accomunate da questo mito tenace. In ogni epoca le migrazioni hanno suscitato paure o entusiasmi e ancora oggi si potrebbe dire che nel mondo intero – viste le dimensioni planetarie del fenomeno – c’è chi ne sostiene l’ineluttabilità, mentre altri vi si oppongono in nome dell’identità etnica o della salvaguardia nazionale. Ancora: per millenni le migrazioni si sono svolte secondo un ritmo lento in un mondo poco popolato e con ampi spazi inabitati, poi all’interno di un orizzonte di crescita demografica sempre più accentuata. Oggi però il pianeta è diventato troppo stretto, come sostiene Massimi Livi Bacci in un suo recente e illuminante libro sull’esplosione demografica in atto. Per questo motivo, anche a causa della contemporanea congiuntura economica e geopolitica mondiale, il fenomeno si accompagna oggi a sentimenti di paura sempre più acuta e di crescente xenofobia.
E allora “immaginiamo pure certi Gastarbeiter turchi che si aggirano per le strade della Germania occidentale, incapaci di afferrare la realtà che li circonda o capaci soltanto di invidiarla. O immaginiamo i boat people del Vietnam, sballottati dal mare o già insediati in qualche plaga dell’entroterra australiano. Immaginiamo gli straccioni messicani che strisciano negli anfratti della California meridionale per eludere le guardie di frontiera e sgattaiolare nel territorio degli Stati Uniti” (Iosif Brodskij, Profilo di Clio, Adelphi, 2003. Da una conferenza tenuta alla Weathland Foundation nel 1987). Ma allo stesso tempo ricordiamo che quegli stessi boat people possono essere usati, come ci ricorda Kelly Greenhill (Armi di migrazione di massa, Leg, 2016) come arma non convenzionale contro una nazione per ottenere aiuti economici da altri Stati, mentre le famiglie dei lavoratori stranieri hanno un tasso di natalità molto alto, che rischia di complicare le politiche d’integrazione degli Stati ospiti. E ricordiamo che l’accoglienza indiscriminata male si accompagna con la salvaguardia del Welfare che ci è stato consegnato dai decenni precedenti.
èStoria affronta dunque un tema doloroso e drammatico della contemporaneità; lo fa guardando al passato, offrendo alla Storia la possibilità di ristabilire uno sguardo equo sul mondo odierno».

Info sul nostro evento

Festival èStoria

Sezione “La Storia in Testa”
Sabato 19 maggio, ore 11
Mediateca Ugo Casiraghi,
via Bombi 7, Gorizia

con Lorenzo Pica e Raffaele Rogaia

Qui potrete trovare il programma completo della manifestazione

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