L’arte è spesso soggetta ad un inquadramento obbligato da critici severi, che pretendono un’interpretazione univoca delle opere, a volte oltrepassando anche i pensieri dell’autore stesso. In quest’ottica ho pensato che sarebbe stato interessante proporre alcune delle opere tra le più discusse e famose della storia a persone estranee al mondo dell’arte, per scoprire cosa suscitasse in loro il dipinto in questione. Questo esperimento vuole interpretare e confrontare un pensiero sincero e libero da schemi formali legati allo studio delle opere d’arte ad una visione accademica della pittura, studiata e impostata per forza di cose.

L’esperimento consiste nel mostrare alcuni dipinti a persone che mai si sono scontrate con opere d’arte, per poi porgere loro alcune domande, a volte pertinenti alla lettura del quadro e altre meno, per trarre delle conclusioni.

Henri de Toulouse-Lautrec, 1896, La toilette

Henri de Toulouse-Lautrec, 1896, La toilette

 

Di chi è secondo te quest’opera?
Sembra un Van Gogh, anche se sono quasi certo non si tratti di una sua opera.

A che periodo la assoceresti? A quale secolo? O se possibile a quale movimento artistico?
Al realismo, quindi alla metà dell’800 forse.

Cosa noti di questo quadro? C’è qualche dettaglio che ti colpisce?
Innanzitutto il tipo di pittura, lo stile delle pennellate, e la chioma rossa della donna. Mi sembra che sia in un bagno, sembra esserci una vasca quindi forse si sta lavando.

Cosa provi vedendo questo quadro e quali sentimenti suscita?E perché?
Mi sembra una donna sola, poi la posizione della protagonista del quadro, di spalle e accovacciata, fa intuire una certa delusione. Quindi forse tristezza e solitudine. 

Ti piace questo quadro?
Non rispecchia i miei gusti però non posso dire che sia brutto.

Che titolo daresti all’opera?
Il bagno.

 

Considerazioni:
Di grande interesse è il fatto che l’opera di Toulouse-Lautrec viene confusa dal nostro teste con un Van Gogh, strana analogia che si può spiegare dall’immensa fama del pittore olandese il quale durante il suo angosciato soggiorno parigino ha stretto amicizia con Toulouse-Lautrec subendone a tratti l’influenza artistica. Molti quadri di Van Gogh infatti si possono trovare similitudini con la tecnica usata dal francese. Un’altro fattore molto importante che ha notato il nostro amico è senza dubbio l’impeto delle pennellate, lo stile unico del tratto. In effetti lo studio sui movimenti è insito nelle sue opere, probabilmente un’eredità delle ballerine di Degas che nel dipinto è rintracciabile in molti dettagli, come ad esempio le pieghe che si formano sui panni intorno alla protagonista e soprattutto nella base della sedia di fronte la modella che produce un affascinante spirale. Infine va detto che questo stile da lui utilizzato è un po’ desunto dalla velocità con il quale realizzava i suoi quadri, essendo un pittore abituato a disegnare locandine pubblicitarie il suo vero scopo era l’universalità del dipinto. La lettura oggettiva della solitudine della donna nell’atto intimo della toilette è dunque plausibile.

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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