Piero della Francesca, “Resurrezione”, 1450 – 1463.
Museo Civico di Sansepolcro.

Buone nuove dalla Resurrezione di Piero della Francesca.
Il restauro portato avanti dalla squadra della Conservazione Dipinti Murali e Stucchi dell’Opificio delle Pietre Dure, diretta da Cecilia Frosinini, dovrebbe essere concluso nel tempo di anno.

Intanto “la pittura più bella del mondo” (ormai celebre la dichiarazione di Aldous Huxley) non cessa di regalare delle interessanti sorprese sulla sua creazione.
Mentre già stupiscono le brillanti tonalità di azzurri, verdi e marroni che stanno lentamente riemergendo, la prima puntualizzazione va sulla natura della tecnica usata dal pittore e matematico di Borgo Sansepolcro: non un affresco integrale, ma una tecnica mista che ha visto convivere passaggi sia di pittura a fresco che di tempera a secco.
La scoperta più importante sarebbe tuttavia un’altra: sembra infatti che la Resurrezione non sia stata dipinta originariamente nel luogo dove ora si trova, cioè la Sala dei Conservatori del Palazzo del Governo di Sansepolcro, oggi Museo Civico. Sarebbe stata in realtà dipinta su un altro muro, non ancora identificato, e poi portato con un trasporto a massello presso il Palazzo. Questa tecnica consiste nel taglio della sezione del muro, nella costruzione di un telaio adatto e  quindi nel trasporto dell’opera nella nuova collocazione. Operazione questa avvenuta molto probabilmente dopo la morte di Piero, dopo il 1492.

Va ricordato inoltre che questo è il primo restauro mai svolto sull’opera: sovvenzionato per 140.000 euro dal Comune di Sansepolcro e per altri 100.000 da Aldo Osti, ex manager della Buitoni, cui va tutto il nostro plauso e quello dei molti visitatori del Museo Civico, che possono osservare in tempo reale l’andamento della delicata e importante operazione.

Articolo a cura di Marco Zindato.
Fonte: Corriere della Sera.

A proposito dell'autore

Storico dell'Arte

Marco Zindato nasce l'8 febbraio del 1989 ad Anzio, dove porta avanti l'abitudine di vivere osservando il mare. Dopo un periodo di prigionia politica nel Liceo Classico, si rende conto che la vita sarebbe troppo lunga per studiare Giurisprudenza e troppo breve per non studiare Storia dell'Arte. Si laurea quindi nel 2017 presso La Sapienza, dove tutt'ora prosegue gli studi di Arte Contemporanea.

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