Come tutti sappiamo, negli Stati Uniti d’America il dibattito riguardo la vendita delle armi da fuoco ha raggiunto in questi mesi un grado di pervasività e di forza che raramente si erano visti prima.
Di conseguenza, tutto il mondo sta lì a guardare fra il dovuto serio e il non immeritato faceto.

Il dibattito però ha toccato stavolta anche il panorama strettamente artistico, facendo scomodare una delle voci più influenti degli ultimi trent’anni nel panorama internazionale. Anish Kapoor, tramite il suo account personale Instagram, ha fatto sapere di non aver gradito affatto l’utilizzo dell’immagine di una sua opera pubblica in una pubblicità dell’NRA, la National Rifle Association. E come dire, è stato chiarissimo, regalandoci una chiara e solida idea di cosa per lui significhi l’Arte.
E Viva Dio. Viva Anish Kapoor.

Riportiamo qui la nostra traduzione integrale della sua lettera aperta:

“L’anno scorso una foto della mia opera Cloud Gate (nel Millennium Park di Chicago) è stata utilizzata senza il mio consenso in una pubblicità politica per la National Rifle Association (NRA), intitolata The Clenched Fist of Truth. La “pubblicità” dell’NRA – così come viene descritta nel loro stesso sito – è rivolta a spazzare via l’odio e la paura. Gioca invece sui più bassi e primitivi impulsi quali la paranoia, il conflitto e la violenza, e li usa con l’impegno di creare uno scisma che giustifichi le sue più retrograde attitudini. Nascosto qui c’è un bisogno di credere in uno spaventoso “Altro” che sia diverso da noi stessi. Sono disgustato dal vedere il mio lavoro – in verità la scultura della gente di Chicago – usato dall’NRA per promuovere il suo barbaro messaggio. Le recenti sparatorie in Florida, Las Vegas, Texas, e in un altro numero di città, rende ora ancora più urgente che mai che questa organizzazione renda conto per la sua continua campagna di paura e odio nella Società americana.

Cloud Gate riflette lo spazio intorno a sé, la città di Chicago. La gente visita questa scultura al loro matrimonio, quando incontra i propri amici, per fare dei selfie, per ballare, saltare, per godere di una esperienza comune. La sua forma specchiante è intima avvolgente. Proietta l’osservatore entro sé stesso. Questa esperienza, a giudicare dal numero di persone che lo visitano ogni anno (duecento milioni ad oggi), ancora sembra avere la capacità di comunicare un senso di sogno. Uno specchio di sé e di altro da sé, sia privato che collettivo, Cloud Gate – o “Il Fagiolo” come spesso è affettuosamente ribattezzato – è un lavoro inclusivo che origina la partecipazione del pubblico. Il suo successo ha poco a che fare con me, ma più con le migliaia di residenti e visitatori che l’hanno adottata e accolta come il loro “Fagiolo”. Cloud Gate è diventata un oggetto democratico in uno spazio che è libero e aperto a tutti.

Nel vile e disonesto video dell’NRA, Cloud Gate appare prendendo parte ad un montaggio di edifici iconici che vorrebbero rappresentare la “America Liberale” in cui il “bene pubblico” è il centro di uno scambio comune. L’Arte persegue nuove forme, è per la sua stessa natura una forza dinamica all’interno della società. L’NRA nella sua retorica nazionalista usa Cloud Gate per suggerire che queste idee costituiscano invece una qualcosa di estraneo in mezzo a noi. Il video dell’NRA dà voce all’ansietà xenofoba, e ad un ulteriore richiamo ad “armare” la popolazione contro un nemico inventato.

La visione intollerante, orribile e divisiva dell’NRA inverte tutto ciò che Cloud Gate – e l’America – significano. L’arte deve essere chiara nella sua missione di riconoscere la dignità di tutta l’umanità, senza alcuna differenza di credo o origine razziale.

La violenza armata negli Stati Uniti tocca ogni cittadino delle vostre città – di tutte le religioni, di tutte le culture, di tutte le età. La difesa continua da parte dell’NRA dell’industria delle armi da fuoco la rende complice nel compromettere la sicurezza dei molti in favore degli interessi dei pochi. Io supporto Everytown for Gun Safety e i loro sforzi per costruire delle città più sicure per tutti in tutti gli Stati Uniti.”

Anish Kapoor.

Articolo a cura di Marco Zindato.

A proposito dell'autore

Storico dell'Arte

Marco Zindato nasce l'8 febbraio del 1989 ad Anzio, dove porta avanti l'abitudine di vivere osservando il mare. Dopo un periodo di prigionia politica nel Liceo Classico, si rende conto che la vita sarebbe troppo lunga per studiare Giurisprudenza e troppo breve per non studiare Storia dell'Arte. Si laurea quindi nel 2017 presso La Sapienza, dove tutt'ora prosegue gli studi di Arte Contemporanea.

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