L’arte è senza dubbio subordinata alla realtà sociale, e proprio per questa mimesi è stato possibile considerarla un prodotto dello sviluppo storico. Per molti aspetti però può essere considerata come una dimensione più sensibile, poiché non si limita ad imitare il mondo, ma ne coglie gli aspetti più essenziali e catartici. Rifacendosi ad una teoria enunciata dal filosofo tedesco Engels, l’arte va considerata come una “sovrastruttura” della società, e dunque affiancata alla letteratura, la filosofia e il diritto, distaccata da una considerazione prettamente spirituale. In questo senso l’analisi critica deve tenere in considerazione anche altri fattori come le ragioni, storiche e sociali, che hanno generato l’opera stessa.
Studiare il contesto sociale in cui un’opera è stata generata e capire in che modo essa si rapporta al mondo è riuscire ad entrare nel più intimo e segreto senso dell’opera stessa: da Engels i passaggi critici sulla disciplina sono stati innumerevoli e ad oggi si può considerare lo studio sociale dell’arte come un lavoro di antropologia, quasi “archeologia”, che guarda ai reperti di una civiltà passata per ricostruirne lo spirito cultarale, il respiro e a volte il senso.
La scelta di partire da un periodo così pieno di avvenimenti culturali come quello in cui agì la “Generazione del 1830” francese, così come viene definita da Arnold Hauser, è motivata dal fatto che ricostruire un mosaico di informazioni di così ampio respiro sarà senza dubbio più semplice e immediato. In secondo luogo è di ancor più rilevata importanza osservare come è netta la forbice tra la cultura dell’800 e quella precedente, apparentemente distante anni luce dalla nostra concezione di modernità. Infine è interessante analizzarle poiché, superato questo confine ideologico, sembra apparentemente che l’arte e la letteratura tocchino corde molto vicine alle problematiche attuali che viviamo ogni giorno e dunque fanno sembrare le opere stesse più vive.

Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo, 1830

Per intraprendere questa difficile ricostruzione storica il primo tassello da inserire è senza dubbio dedicato al romanticismo di Delacroix e Hugo. In un complicato contesto sociale, gli artisti si dedicano con passione a descrivere gli accadimenti storici di quei giorni, diventando veri e propri eroi politici. Grandi appassionati dei motivi rivoluzionari, spostano il loro focus dall’antico al contemporaneo, rendendo al popolo l’eroe che li fomentava versa la rivolta ad una società stantia e marcia a loro modo di vedere. E’ in questo contesto che trovano spazio il romanzo storico di Victor Hugo, “I Miserabili”, e l’opera più importante di Delacroix, “La libertà che guida il popolo”.

In una nuova società dove la borghesia si prepara a prendere il potere, il compito dei vari artisti si fa quasi sacerdotale, pronti a guidare il popolo, che diventerà il loro nuovo pubblico, rendendosi quindi terreno fertile a qualsiasi insegnamento, e la nuova classe dirigente, ovvero i borghesi, fino ad allora considerati dall’aristocrazia solo degli ignoranti. L’interesse di questi ultimi verso l’arte diventa decisamente strumento di controllo, acquisendo insieme all’arte le informazioni necessarie per conoscere il popolo e allo stesso tempo elevarsi culturalmente, acquisendo le sembianze di un aristocratico con una spiccata sensibilità sociale.
Convinto sostenitore dell’insurrezione popolare contro la restaurata monarchia borbonica, dipinge il suo quadro politico con la ferma convinzione che “c’è una cosa più forte degli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto”¹  e dato che per un romantico rifiutare il domani vuol dire morire, così rappresenta l’eroica libertà che guida la futura Francia unita, seguita con fervore e devozione sia dal povero popolano vestito di stracci che dal borghese intellettuale in cilindro, tutti pronti a morire per i propri ideali.

¹ Victor Hugo, Storia di un crimine

Bibliografia:
Arnold Hauser, Storia sociale dell’arte, Einaudi, 1964
Giulio Carlo Argan, L’arte moderna 1770-1970, Sansoni, 1970
Carlo Bordoni, Introduzione alla Sociologia dell’arte, Liguori, 2008

Link alle altre uscite

Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte I
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte II
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte III
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte IV
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte V
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte VI
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte VII
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte VIII
Storia sociale dell’arte nella Francia del XIX secolo – Parte IX

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