Quest’oggi vi aiuteremo ad oltrepassare il limite del semplice voyeurismo, attraverseremo le porte dei nostri miti fino a carezzarne la scrivania dove hanno trovato la loro pace, entrando negli studi che spesso li hanno isolati come in torri eburnee, luoghi che li hanno visti con una maschera diversa da quella pubblica, spesso più umana, a volte meno.
In particolare ci siamo concentrati sulle “case d’artista” romane, le abbiamo catalogate in base ai contenuti, allo stato di conservazione e sulla base di un interesse storico e culturale, arrivando a mischiare pittori e scultori, letterati e poeti, costruendo in finale una piccola costellazione di dimore che potremmo definire apollinea e dionisiaca al tempo stesso.

Precisiamo infine che tutte le abitazioni/atelier/studio che consigliamo qui di seguito sono oggi musei, dunque visitabili.

 

La casa di Goethe


La casa di Goethe è oggi il cuore delle testimonianze lasciate dal poeta e scrittore tedesco al suo passaggio italiano, il “Grand Tour”. Il museo è dunque interamente dedicato a Johann Wolfgang von Goethe ed il suo Viaggio in Italia, compiuto tra il settembre 1786 e il giugno del 1788 e pubblicato come libro tra 1813 e 1817.

La casa è quella in cui il tedesco visse veramente durante la sua permanenza a Roma in compagnia del suo amico Johann Heinrich Wilhelm Tischbein.
Il museo oggi ospita non solo dei testi originali scritti da Goethe, ma anche alcuni disegni da lui realizzati o dei ritratti a lui dedicati, tra i quali uno di Andy Warhol.

Casa di Goethe
Via del Corso, 18
Roma
www.casadigoethe.it

 

Fondazione Giorgio e Isa De Chirico
Giorgio de Chirico fu probabilmente tra i pittori più importanti del secolo scorso e, seppur ha vissuto i suoi migliori anni artistici tra Parigi e Ferrara, dal 1947-48 si trasferì a Roma dove vi rimase fino alla morte, nel 1978.
Il pittore trovò in piazza di Spagna e Roma il suo centro artistico affermando: “Dicono che Roma sia il centro del mondo e che piazza di Spagna sia il centro di Roma, io e mia moglie, quindi si abiterebbe nel centro del centro del mondo, quello che sarebbe il colmo in fatto di centrabilità ed il colmo in fatto di antieccentricità.”
Alla morte dell’artista e della compagna, Isabella Pakzswer Far (1990), venne dato lascito di rendere la casa sede di un museo, una fondazione, dedicata alla vita intima, all’arte e al pensiero di Giorgio de Chirico.
Oggi la casa-museo ospita parti dell’arredamento originale, restaurato, l’atelier del pittore posto all’ultimo piano e molte fantastiche opere, per la maggior parte del periodo romano.

Fondazione Giorgio e Isa De Chirico
Piazza di Spagna 31, Palazzetto Borgognoni
Roma
www.fondazionedechirico.it

 

Museo Hendrik Christian Andersen

Il museo dedicato allo scultore statunitense, dalle chiare origini nordiche e per l’esattezza norvegesi, fu edificato tra il 1922 e il 1925 su progetto dello stesso artista, il quale raccolse nel suo atelier romano una serie di statue facenti parte del maestoso progetto “A World Center of communication”, utopia urbanistica secondo cui l’arte monumentale donerà al mondo una pace incontrastata.
Il museo, aperto e gestito dai Beni Culturali dal 1999, è oggi un punto di riferimento importante per quanto riguarda la scultura e un luogo dove non è inconsueto incontrare studenti dell’accademia di Belle Arti e di Architettura, per via delle sedi poco distanti da lì, intenti a disegnare dal vero come esercitazione i modelli che furono anderseniani.

Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20

Roma
www.beniculturali.it

 

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Pietro Canonica, scultore piemontese trasferitosi a Roma, ebbe il privilegio di ricevere in dono dal comune la cosìddetta “Fortezzuala”, ovvera una vecchia area destinata all’allevamento di struzzi, pavoni e anatre. Canonica si prese la briga di restaurare le stalle per adeguarle a centri per le esposizioni delle sue opere concluse in attesa di vendita, realizzando un restauro massiccio anche delle facciate principali le quali oggi sembrano ricordare proprio quelle di una piccola fortezza rinascimentale.
Dal 1995 è aperto al pubblico il museo, il quale mantiene per gran parte delle zone, quelle precedentemente destinate all’abitazione, l’arredamento originale. Il museo fa parte dei “Musei in comune di Roma”.

Museo Pietro Canonica
Via Pietro Canonica, 2

Roma
www.museocanonica.it

 

Casa Museo Alberto Moravia
Tra le varie case-museo romane probabilmente quella dello scrittore Alberto Moravia è la più “giovane”. All’interno della sua abitazione sul lungotevere della Vittoria, vi sono una serie di cimeli artistici, libri rari e volumi importanti stipati nei numerosi scaffali che affollano le pareti. Ma non solo.
Dipinti e opere su carta vivono a testimonianza delle passioni e dell’affetto dei molti amici artisti del letterato: insieme ai quadri vivono le lettere inviate dai maggiori intellettuali e artisti del momento, tra i quali Pier Paolo Pasolini e Mario Schifano.

Casa Museo Alberto Moravia
Lungotevere della Vittoria, 1
Roma
www.casaalbertomoravia.it

Lo studio Luigi Pirandello

Tra i vari luoghi e dimore c’è anche l’ultima casa del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello.
In via Antonio Bosio lo scrittore visse dal 1933 al 1936, a pochi passi da villa Torlonia. Tutti gli oggetti presenti sono veramente un lascito del letterato, dunque cimeli di una vita, come lo sgabello e la macchina da scrivere con la quale ha dato vita a capolavori della letteratura.
Sulla sua scrivania trovereto dunque un portasigari regalatogli da D’Annunzio, mentre nella grande biblioteca vi sono i manoscritti di “Uno, nessuno e centomila” e la prima stesura dell’Enrico IV. Infine l’originale del premio Nobel vinto nel 1934.

Studio Luigi Pirandello
Via Antonio Bosio, 13
Roma
www.studiodiluigipirandello.it

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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