Il Pont Neuf” (Ponte Nuovo), a dispetto del nome, è il più antico di tutta Parigi. Già agli inizi del ‘600 era completato e attraversava la Senna. Perché “Neuf” allora? Cosa c’è di nuovo in un ponte del 1607? C’è che fu un vero e proprio prodigio tecnologico, oltre che una novità assoluta per la capitale francese, essendo di fatto il primo ponte ad archi in pietra che attraversava per tutta la sua larghezza la Senna (è lungo 238 metri), collegando la riva destra, quella sinistra e l’estremità occidentale dell’Île de la Cité.

Il ponte oggi è uno dei simboli più riconoscibili della città, cuore pulsante della storia parigina. Durante la sua lunga vita il fascino che traspira per le sue fredde pietre ha catturato l’attenzione di artisti e saltimbanchi che passavano di lì. I primi a dare reale importanza al ponte come “totem” cittadino furono ovviamente gli impressionisti: l’arte diventa metropolitana, perché con Renoir, Monet e compagni la pittura di paesaggio si sposta dalla campagna alla città, trovando nel ponte, come in altri elementi della moderna e veloce vita della metropoli, il simbolo di una nuova epoca, di un cambiamento epocale.

Da allora le generazioni successive si sono avvicendate nel rappresentare il ponte, ognuno con propri mezzi e capacità, rendendo il ponte una vera e propria icona della città, simbolo del progresso e al tempo stesso della storia.

Quello che vi proponiamo oggi è una selezione delle opere più significative e interessanti dedicate al maestoso ponte di pietra.

 

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A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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