La sopravvivenza.
Ottanta secoli d’evoluzione sociale, miliardi di anni chiusi in un estenuante “loop” di materia ed energia che risuonano ad una lentissima frequenza. La morte non esiste, la vita non esiste. Una sola epifania.
Teologi, filologi, filosofi, psicologi, antropologi. Schiere di studiosi chini sulle scrivanie impolverate della scienza umanistica, rinchiusi in neri tendaggi funebri. Per secoli questa scimmia dalla dita glabre ha tentanto invano di studiare se stessa, ha cercato di capire gli aspetti fondamentali delle sue caratteristiche. Per secoli non abbiamo fatto che guardarci l’ombelico. L'”animale sociale” graffiando e mordendo ha sterminato il tacchino induttivista e lo scarafaggio post-atomico kafkiano in un macello di sangue coagulato. Tutto per captare un flebile segnale, un segnale filtrato dalla coltre della nostro istinto, che curvandosi nasconde la realtà delle cose.

Scriviamo un articolo d’attualità, vogliamo scrivere un articolo d’attualità, dobbiamo scriverlo. Che cos’è l’attualità se non il racconto servilismo, e della testa china dell’uomo contemporaneo? L’attualità è la dimostrazione del viscido istinto alla sottomissione dell’uomo?

Si, la risposta è purtroppo positiva, il corso della storia non lascia speranza, l’uomo proprio per la sua natura è incline alla mistificazione, al compromesso e alla menzogna. Proprio dalla menzogna e dall’ipocrisia bisogna partire, la stupefacente capacità di fingere e mentire per trovare soddisfazioni nei rapporti personali  fa parte del codice genetico dell’essere umano, scorre nelle sue vene e s’elettrizza nel cervello. Le relazioni e gli incontri che giornalmente si svolgono per la strada sono per loro intrinseca natura guidati dall’ipocrisia, la gentilezza e i sentimenti sono figli della necessità di sopravvivere. “Quello che ho detto ho detto, e qui lo nego!” diceva Totò a ragione, siamo sempre disposti a cambiare idee ed ideali per sottostare al quieto vivere, la nostra morale è viscida, varia a seconda del momento e della persona che ci troviamo di fronte. L’uomo va però compreso e non giudicato, queste attitudini morbose fanno parte del pacchetto evolutivo e cromosomico della specie, come per il canguro è naturale saltare o per la lucciola sferzare la notte. L’attitudine al compromesso in tutti i campi della vita umana è incontrollabile e virale, proprio per questo le grandi religioni nella loro spirituale più illuminata combattono questa tendenza. Peccato che il loro rappresentanti, e il loro grasso e grosso potere temporale abbiano prodotto l’effetto contrario.

– Ma che cazzo dici! Il mondo è pieno di uomini liberi! Di persone sincere! –

Uomini politici, business-man e classe dirigente remano per mantenere le loro postazioni al sole del progresso, al tempo stesso una schiera di galoppini spinge per soffiare quei posti falsamente felici, e rapidi ed indaffarati continuano a succhiare lo squamoso cazzo del diavolo saziandosi di sperma putrefatto (inspirandomi ad un satiro americano). E il mondo è pieno di sanguisughe insaziabili, il secondo assioma per la sopravvivenza è il Servilismo.
“Devo domandarmi perchè uomini politici e imprenditori, persone che non soffrono la fame e sono ben inseriti al vertice della piramide sociale siano così assuefatti al servilismo e al compromesso?”

Le risposta a mio avviso è doppia:
1 – La cupidigia: Per antonomasia l’uomo accumula beni  per istinto biologico, e non sarò io a  spiegare la motivazione morale di questo fenomeno. In questo periodo storico questa attitudine travalica tutte le dighe morali che in passato reggevano un poco questo flusso inarrestabile. Il colpevole è proprio l’acume morale del terzo millennio che si è smussato a furia di picconate. Le paratie stagne in passato erano formate dalle grandi teorie morali, queste tiravano il giogo alla cupidigia e regolavano a sprazzi la moralità delle persone.
2) L’orgasmo da sottomissione: La Rochefoucauld diceva che c’è gente disposta a pagare per servire e prostrarsi. Ed è questo l’orgasmo da sottomissione, il coito da “inciucio” che si perpetua da anni e soprattutto in Italia, calzante è l’esempio dell’ascesa dei governi del centrodestra e di centrosinistra.
Etienné de La Boéite a metà del 500′ scrive l’attualissimo Discorso sulla servitù volontaria dove con preveggenza scrive: ” ..anche il potere autoritario più violento e schiavizzante si mantiene nel tempo perché ha un real consenso nella popolazione, vi è in questo una volontarietà al servilismo.” Questo è proprio l’ orgasmo da sottomissione, lampante nel ventennio fascista esploso sottotraccia anche dopo la guerra, prima con l’egemonia della democrazia cristiana fondata su accondiscendenze e viscide corrispondenze con la chiesa cattolica (responsabile più di tutti del decadimento italiani), e poi con l’ascesa del secondo partito unico reazionario che discende dalla P2 di Licio Gelli per Craxi e Berlusconi, passand0 per il servilismo della sinistra, ed arriva da Monti fino a Renzi.

Vergognosa non è solo l’ascesa politica dei loschi figuri che in fila indiana si sono insediati in parlamento, ma soprattutto il servilismo della cosiddetta “sinistra” che si è venduta senza che nessuno avesse le fatto pressione. Il fenomeno è molto più ampio e complesso  ma è interessante vedere come i rari nuovi arrivi nell’agone politico si siano subito normalizzati alla feccia già insediata. Più di tutto ciò che destabilizza è la pavidità degli artisti che dovrebbe essere controcorrente, l’inconsistenza di una generazione d’intellettuali, e la criminosa acquiescenza della stampa, che si è “zerbinata” davanti alle porte dei potenti reduce ideologica di un Minculpop diffuso al crocevia tra il Maccartismo pseudo cattolico e l’Agit prop filo-governativa.
E’  inevitabile che quando il tuo gruppo ti offre la possibilità di sopravvivere solo se sottostai alla sue regole è molto difficile sfuggire a questo giogo, e spesso si cade in un vortice che ti porta a scegliere solamente il colore del tuo guinzaglio, ma mai la lunghezza.

– Ma insomma, questo articolo non ha né capo né coda, servilismo, orgasmi, diavoli, Berlusconi. Ma ci stai prendendo in giro? Noi siamo lettori attenti e scrupolosi, con noi non attacca! –

Che peccato.

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