Continuiamo il nostro viaggio attraverso il pensiero filosofico e architettonico riguardo la “Città ideale”, approdando all’epoca più prolifica in quanto sia a progetti realizzati che ad utopie. Le motivazioni sono semplici, dopo secoli di repressione fisica e mentale medioevale il Rinascimento, a partire dal XV secolo, porterà di nuovo il dibattito su aspetti umani piuttosto che religiosamente empirici: la riscoperta dei classici greci e latini, Platone e Aristotele su tutti. E’ soprattutto grazie ai loro testi che è scaturito un nuovo stimolo a cercare di creare uno Stato perfetto, retto da filosofi e politici capaci di eguale giustizia per ogni cittadino.

Ad accompagnare il dibattito filosofico furono ovviamente tutte le arti, pittura e architettura in testa. L’obiettivo, come detto precedentemente, era realizzare una città capace di assorbire i principi di uguaglianza e giustizia di cui doveva essere portavoce il governo, questo attraverso teorie matematiche e matrici che daranno vita a forme perfette, a prospettive lineari (gli esempi pittorici rendono l’idea) teorizzate da Brunelleschi e decodificate dall’Alberti.

La grande innovazione presente per la prima volta nel Rinascimento è dunque il rapporto basato sul binomio uomo/universo, in cui l’uomo funge per la prima volta  da modulo per altri aspetti del creato, affiancando la nuova visione del mondo antropocentrico. In linea con quanto affermato, sarà proprio Leon Battista Alberti che alimenterà la speculazione intorno al rinnovato concetto di “città”, nel “De re Aedificatoria” per l’esattezza, sviscerando in maniera abbastanza approfondita questo nuovo modo di vedere la “polis”, un luogo di convivenza, di socialità, di discussione, un luogo che funga anche da ispirazione. Questi ultimi concetti discendono probabilmente dalla lettura di Vitruvio, uno dei più importanti architetti romani.

Città ideale, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

L’aspetto culturale delle nuove ricerche fu prestamente strumentalizzato per fini politici, ed in poco tempo divenne motivo di propaganda. Il caso di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, rimarrà illuminante per i secoli a venire, un esempio di ricerca della perfezione attraverso lo studio e lo sviluppo delle forze artistiche. In quegli anni il duca Federico ha devoluto gran parte delle entrate nel rinnovamento di Urbino, trasformandolo in una città moderna con un nuovo centro nevralgico, Palazzo Ducale.

A tal proposito sarà chiarificante spendere due parole sul dipinto, oggi esposto proprio ad Urbino (Galleria nazionale delle Marche) dal titolo “La Città ideale”, di cui però non si conosce l’autore. L’opera si presenta come uno spaccato di una città classica, idealizzata in un eccesso di modernità, tant’è che diverrà negli anni a venire il simbolo del pensiero rinascimentale, il modello della nuova città concepita secondo una scacchiera dove i marmi stradali e gli assi viari si intrecciano rispettando le dovute distanze per mantenere un equilibrio tra i palazzi, tra pieni e vuoti.

Anche sugli edifici ci sono delle indicazioni abbastanza chiare, a partire dall’altezza che non supera mai i tre piani, ma anche sullo sviluppo simmetrico che in questo caso si conclude con una rotonda centrale, l’apice della classicità, ciò che “tutto contiene”.

E’ qui che risiede la speculazione utopica, nella vuota essenza urbana delle tavole della città ideale, ed è qui che ripartiremo nei prossimi articoli per analizzare le prime città realizzate seguendo queste dottrine.

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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