Le teorie goethiane non ebbero grande successo all’uscita del suo saggio “La teoria dei colori” (1810), in particolar modo il mondo scientifico e accademico lo accantonò dichiarando ancora preminente la teoria newtoniana. Lo stesso non si può dire per il mondo artistico, che come spesso accade accoglie studi e novità in maniera più calorosa, che da subito vide di adoperarsi per provare e studiare l’efficacia del manuale stilato con grande perizia dal letterato tedesco.

Uno dei primi a muoversi in soccorso, o quantomeno a cercare di comprendere le teorie di Goethe, fu il pittore inglese William Turner. Il pittore inglese, precocemente interessato ai problemi della luce e dei colori, adotta la “teoria dei colori” ampliandola con delle concezione più emozionali che scientifiche.

Un’attenzione particolare la pose sul concetto di “post-immagine”, ovvero quel che rimane sulla retina dopo aver visto l’immagine stessa, desumendo che l’interesse successivamente si rivolge verso i colori caldi, come il giallo e il rosso, generando una sensazione di ottimismo e positività. Nel caso in cui ci fossero colori scuri, come il blu, il sentimento generato sarebbe stato di un contrasto, e dunque di malinconia o di desolazione.

Joseph Mallord William Turner, Mattino dopo il diluvio, 1843 Olio su tela, 78,5×78,5 cm, Tate Gallery, Londra

Secondo Goethe il giallo è il colore di transizione della luce, la quale si oscura nel suo momento di massimo bagliore, così come il sole tende ad una luce bianca e senza colore.  Il richiamo proprio a questa teoria si evince in particolar modo in una tela dell’ultimo periodo di vita del pittore inglese, che si intitola “Mattina dopo il diluvio”, datata 1843. In quest’opera Turner compie un passaggio cromatico dal giallo (verso il centro del quadro) a toni più scuri passando dall’arancione al rosso. In questo modo illustra le fasi transitorie della luce, senza tralasciare un approccio emotivo evidente, accentuando ancora di più l’aspetto ottico della ricerca evidenziando una forma circolare nella composizione dell’opera.

Il fascino e l’influenza che Goethe ebbe su Turner fu decisamente maggiore del “rivale” Newton (Turner studiò a lungo anche le sue teorie). Il motivo è anche semplice se vogliamo, oltre alla vicinanza temporale, è ovvio che Turner rimase colpito da un’indagine basata anche su una componente emotiva, cosa che non poteva passare inosservata al pittore romantico.

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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