Nulla, vuoto, vacuità, non esistenza?
Al contrario. Qui si parla del cuore pulsante del mondo. Rossi frutti pulsanti gettano un grido ancestrale dal passato e dal futuro del genere umano. Ciò che vedremo è appunto il passato della vita sulla terra, il suo presente e il suo futuro. L’obiettivo è dimostrare ai freddi macchinari industriali dell’occidente, che questo ovale lanciato a cannone nell’universo non si adeguerà mai completamente ai suoi ideali.
Usi oramai abbandonati e culture quasi sconosciute, un tramite per scoprire la chiave dei nostri istinti più puri. Canti e riti tribali, corteggiamento, cosmesi, inclinazioni e tradizioni di popoli lontani, ma vicini a noi fin dentro le fibre dei muscoli.

I Wodaabe sono un popolo straordinario, eclettico e vulcanico. Sono pastori e commercianti, ma più di tutto sono nomadi. Questo è ciò che determina maggiormente la loro cultura e il modo di vivere. Essi si autodefiniscono “il popolo più bello del mondo”, ed è difficile dargli torto. 
La loro attività principale è il commercio, che li porta a spostarsi tra il Niger la Nigeria e il Camerun, e poi la pastorizia che praticano con maestria da decine di secoli alla stessa maniera. Il loro numero è stato stimato in 45.000 individui, ma non è facile stabilire precisamente la loro distribuzione territoriale visti i continui spostamenti. Nella comunità Wodaabe resiste una spiccata libertà religiose, spesso anche all’interno delle comunità in movimento possono resistere culti differenti, più spesso ogni clan adotta la sua religione che accomuna gli individui tra loro, senza però costituire motivo di scontro tra i vari gruppi.
Veniamo però a ciò che caratterizza questo popolo, ovvero le modalità di corteggiamento e la particolare libertà sessuale.
I giovani Wodaabe sono sessualmente liberi ed emancipati, hanno infatti la facoltà di fare sesso con chi vogliono, quando vogliono e nella maniera che ritengono più opportuna. I Wodaabe praticano la poligamia in entrambi i sensi, esistono infatti  due tipologie di matrimoni. Il Koogal è il primo matrimonio che un Wodaabe stipula, è un sodalizio già stipulato in infanzia ed è praticamente combinata dai genitori, esattamente come in India o fra le antiche casate europee dei secoli passati. Questo legame ha un valore più che altro economico e “sociale”, in parte simile alle unioni patrizie durante l’impero romano.
Il Teegal invece è un classico matrimonio d’amore, una persona può impegnarsi in un solo matrimonio Koogal e in svariati matrimoni Teegal.

Questa spiccata libertà nella vita sentimentale è estremamente interessante e diversa dalle attitudini di altre popolazioni vicine, o in comparazione alle usanze occidentali. 
Il Guérewol è la dimostrazione e l’emblema della modernità e della democrazia erotica che portano avanti questi pastori nomadi. Il Guérewol è un rituale ed un incontro che si svolge con frequenza annuale a ridosso della stagione delle piogge. I giovani Wodaabe sfoggiano gli abiti rituali, truccano e decorano il proprio corpo con vistosi ornamenti e colori sgargianti. Fondamentale, oltre alla cosmesi, è la bianchezza estrema dei denti e dei bulbi oculari. 
Il grande spettacolo si concentra nella danza rituale, lo Yaake, dove uomini perfettamente agghindati cantano a squarciagola mostrando con movimenti ritmici la dentatura candida e roteando gli occhi. Ad osservare lo spettacolo ci sono moltissime donne, che giudicano e scelgono il loro vincitore. Il premio consiste semplicemente in una notte d’amore. Il giorno seguente, finito il Guérewol, tutti tornano dai loro partner abituali ed alla loro routine. 
Questo tipo d’atteggiamento è estremamente lontano dei canoni culturali occidentali, ma anche rispetto alle usanze orientali, questo rituale annuale “legalizza” unioni extraconiugali, e corrisponde ciclici bisogni sessuali rendendo controllate le unioni. 
Il Guérewol è però una festa, la festa della bellezza e come tale va ricordata. Va poi considerato che per l’organizzazione stessa del rito si ritrovano in esso tipici comportamenti del mondo animale. I maschi infatti, si esibiscono in danze di corteggiamento, mentre le femmine reticenti aspettano e scelgono il maschio con le caratteristiche più appetibili.   


A proposito dell'autore

Architetto

Raffaele Rogaia nasce a luglio del 1989 in un paese minuscolo vicino Perugia. Si laurea in architettura alla Sapienza - Università di Roma. Nel 2012 fonda il sito Freemaninrealworld e più recentemente iMalpensanti.it con cui intervalla il lavoro di Architetto e le pubblicazioni scientifiche. Amante della letteratura mitteleuropèa, della pittura romanticista e dell'arte in generale. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi editore.

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