Le donne sono una vite su cui gira tutto

Lev Tolstoj

Le mostre impressioniste portarono alla ribalta una nuova generazioni di artisti che avrebbe cambiato completamente la storia della pittura. La modernità delle tele esposte sconvolse totalmente la critica contemporanea, creando scalpore per lo stile del gruppo, così lontano dai gusti accademici del periodo. Tra tutti gli artisti che presero parte alle esposizioni, Edgar Degas fu tra i più fedeli e presenti, eppure il suo stile è il meno associabile a quello degli impressionisti. I suoi lavori hanno sempre mantenuto uno stile raramente vicino agli intenti artistici del gruppo, e nonostante egli si possa definire un pittore naturalista, quasi mai ha dipinto paesaggi e nature incontaminate, temi cari ai vari Monet, Renoir e Pissarro.

La grande passione per Degas sono le persone, e in particolar modo le donne. Quest’ultime saranno la continua fonte di ispirazione per tutta la sua carriera, prostitute, borghesi, lavandaie, allevatrici e più che mai ballerine, che vennero omaggiate in qualsiasi modo era in grado di fare, spaziando dai pastelli fino alla scultura. L’artista quindi pone l’uomo al centro del suo mondo pittorico, e spende per le donne gran parte delle sue opere.

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La ballerina di 14 anni, 1878, Edgar Degas

Quello che raramente viene ricordato è che le prime tele dedicate alle donne non furono apprezzate dalla critica per via di alcune sue teorie un po’ lombrosiane, ovvero credeva che il volto dicesse molto già del carattere di una persona, e così si è ritrovato spesso a dipingere o scolpire donne con una calotta cranica fortemente accentuata, a ricordare quella di una scimmia, specialmente le sue ballerine. Grande scalpore fece la scultura “La Ballerina di 14 anni”, nella quale è rappresentata una bambina in abiti da ballerina con forti sembianze scimmiesche. Questo comportamento denigratorio nei confronti delle ballerine, deriva dal fatto che spesso nell’800 chi faceva quel mestiere veniva dalla strada, e non potendosi permettere gli studi al termine degli spettacoli erano costrette a prostituirsi.

Oltre alla connotazione “sociale” con la quale Degas ritrae le donne, è da notare anche un altra curiosa caratteristica: spesso le sue donne vengono ritratte di spalle, mentre sono girate, distratte mentre guardano altrove. Questo è motivato dal fatto che per il pittore non deve apparire nessun rapporto con il mondo “oltre la tela”, ovvero l’artista che dipinge deve considerarsi come uno spione invisibile, o come egli stesso afferma “Vorrei guardare dentro il buco della serratura”, e così proprio come un bambino scopre i segreti che si celano oltre quel buco e li ritrae come se nessuno si accorgesse di lui.

E ancora, in tarda età, decide di catturare i movimenti in una sola tela. Questa sua curiosità nei confronti del movimento deriva dal particolare interesse dell’artista per i nuovi strumenti moderni come la fotografia e il cinema. Qui Degas dimostra e regala alle opere legate alle “ballerine russe”, un’innovativa concezione di movimento. Le sue forme sembreranno sempre in continuo movimento, anche grazie ai segni mai aggraziati e ben definiti, come a dare l’idea di un immagine sfocata. Questo modo di concepire la pittura lo avvicinerà molto alla generazione successiva dei pittori come Picasso e lo stesso Balla, che nella modernità vedevano il futuro dell’arte.

Dopo il bagno, donna che si asciuga la nuca, 1898, Edgar Degas

Dopo il bagno, donna che si asciuga la nuca, 1898, Edgar Degas

Il suo rapporto con le donne rimase comunque sempre infuocato, tanto da non riuscire a trovare grandi ispirazioni al di fuori di esse. In vecchiaia inoltre, appianate le voci sul suo conto che lo accusavano di impotenza, omosessualità e misoginia, afferma: “forse ho ecceduto nel considerare la donna come un animale…”.  Sicuramente un rapporto complicato il suo, forse troppo distaccato alla luce dell’analisi fatta precedentemente e dalla voglia di sentirsi un osservatore nascosto, ma probabilmente fu proprio il suo atteggiamento alienato che gli permise di riuscire a dipingere tutta la grazia, la spontaneità e la verità della loro bellezza.

A proposito dell'autore

Architetto

Lorenzo Pica nasce il 15 Febbraio 1989. Frequenta il liceo Scientifico, senza infamia né gloria, ed in questo stesso periodo di formazione conosce le meraviglie dell'arte e decide di frequentare in un prossimo futuro la facoltà di Architettura. Dopo essersi iscritto all'università Sapienza di Roma, concluderà i suoi studi con la laurea nel 2015. Successivamente si trasferisce a Milano, dove porterà a termine il Master in Lighting Design al Politecnico. Ha pubblicato nel 2017 il libro "Coloreria Schamash" per Morlacchi. Appassionato di viaggi, musica e letteratura.

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