Cultura: grido degli uomini davanti al loro destino.

Albert Camus, Taccuini 1935-1959.

Ah! l’Italia… Il paese con il più grande patrimonio storico-culturale al mondo. Il paese al primo posto nella lista Unesco per numero di tesori dichiarati patrimonio dell’umanità. Il paese nel quale il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo rischia il collasso.

È quanto emerge dagli ultimi, spaventosi e drammatici dati forniti dal ministro Bray. Tale crisi istituzionale non è altro che lo specchio di un deterioramento culturale in corso nel bel paese oramai da decenni, un deterioramento sul quale si allunga l’ombra terribile dell’irreversibilità. Pompei crolla, il personale del Colosseo sciopera impedendo a centinaia di turisti increduli, provenienti da ogni parte del globo, di visitare il monumento, e lo Stato come reagisce? Quali misure decide di adottare per arrestare tale sfacelo? Taglia i fondi alla cultura, ovviamente.

Ma lasciamo parlare alcuni dei dati forniti dallo stesso ministro, numeri impietosi, che suscitano rabbia nel cittadino italiano responsabile, che possiede la coscienza critica necessaria per capire che si sta gettando via, senza rimorsi, senza fare troppo rumore, una ricchezza che non ha eguali, una ricchezza grazie alla quale potremmo davvero vivere di rendita.

Buona lettura…

1) Per quanto riguarda gli “interventi urgenti per le emergenze”, stanziati nel 2013 ben 10 milioni di euro in meno rispetto al 2012.

2) La disponibilità per il “programma ordinario dei lavori pubblici” passa, dai 70,5 milioni di euro del 2012, ai 47,6 milioni di euro del 2013.

3) Il sostegno in favore della cultura, derivante dal “gioco” del Lotto, dai 48,4 milioni di euro del 2012 scende, scende vertiginosamente, fino ad arrivare ai 25,4 milioni di euro del 2013.

4) Il fondo destinato al restauro nel 2013 è di 15.047.923,00 euro. Nel 2012 ammontava a 50,6 milioni di euro.

5) Calo dei contributi per gli istituti culturali. Un esempio: il finanziamento al FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) scende del 15 % rispetto al 2009.

6) Il bilancio del 2013 del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo assottigliato a 1.546.779.172 euro, oltre 100 milioni in meno rispetto al 2012.

7) Infine un vero e proprio colmo. Siamo ai limiti del grottesco. Udite udite: bollette e canoni inevasi dal dicastero per ben 40 milioni di euro. Incredibile…

Cos’altro aggiungere? L’eloquenza di questi dati è imbarazzante. Rileggendoli ancora una volta provo fortissimo sdegno, e sinceramente anche un poco di vergogna. Mi chiedo quanti illustri membri della contemporanea classe politica italiana abbiano provato i miei stessi sentimenti. Non credo molti, probabilmente la maggior parte di loro neanche ha letto i numeri forniti dal collega Bray.

A proposito dell'autore

Classe 1989, dopo il diploma di liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove mi laureo nel luglio del 2015 con la tesi "Figlie della crisi. I personaggi femminili di Heinrich von Kleist", pubblicata sulla rivista «Le rotte - Il porto di Toledo». Sempre presso lo stesso ateneo, nel settembre del 2017, conseguo la laurea magistrale in Filologia Moderna, con la tesi "Con le parole guerra alle parole. Linguaggio e scrittura in Carlo Michelstaedter". Sul blog bazzecole.altervista.org i maldestri tentativi di scrittura creativa.

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